IL CORSO DELLA VITA

  • Maggio 1993
  • Coreografia e Regia Fabrizio Manachini
  • Musica AA.VV.
  • Personaggi: l’Infanzia, l’Adolescenza, l’Età Adulta, i Ricordi, la Passione, la Spiritualità, Corpo di Ballo
  • Produzione G.D.J., Cologno Monzese, Milano

 

Degli spettacoli prodotti con G.D. J. è sicuramente il più complesso, realizzato in due atti ha per soggetto il corso della vita che da poi il titolo al balletto. Non tratta il percorso di vita di un progetto preciso, ma suggerisce una serie di situazioni ed eventi in cui ogni spettatore possa riconoscersi. Per ottenere questo coinvolgimento lo spettacolo si apre con i tre personaggi chiave: infanzia, adolescenza ed età adulta che danno vita ad altri tre personaggi. Dopo circa sei minuti dall’inizio della coreografia che costituisce il prologo, altri danzatori precedentemente “nascosti fra il pubblico, prendono vita sulle poltrone della platea creando l’effetto che sia il pubblico ad entrare nel corso della vita rappresentato. Attraversando le tre fasi dell’età sopra descritte, si toccano temi quali la religione, i ricordi, il gioco e via dicendo per arrivare alla forza ei sentimenti tipica dei trent’anni. Una breve scena coreografata rovescia il punto di vista dello spettatore portando in palcoscenico il dietro le quinte per mostrare cosa avviene, ma che normalmente non si vede: qualcosa che c’è me non si vede, come spesso accade anche nella vita. Lo spettacolo si chiude con una piccola trilogia dedicata alla passionalità composta da un primo e un terzo brano di musica popolare, con una sonorità decisamente attualizzata, ed da un brano centrale che affronta lo stesso tema ma in forma fredda e geometrica a rappresentare il diverso modo di esprimere la passionalità ed i sentimenti. Naturalmente, come nel corso della vita di tutti noi, vi sono situazione comiche e leggere che convivono o si alternano a situazioni drammatiche e pesanti.